lavocedeltrentino.it/2020/07/23/castello-tesino-il-turismo-montano-post-covid/

Dopo il temibile lockdown per pandemia da Covid 19, diventa quasi inevitabile trascorrere l’estate 2020 in montagna: spazi aperti, aria fresca e possibilità di fare passeggiate ed escursioni evitando assembramenti.

Castello Tesino (871 m.) è la meta ideale che abbiamo scelto per una vacanza all’insegna della tranquillità, scoprendo la bellissima conca del Tesino, un territorio ricco di storia e cultura.

Apriamo la finestra della casa che ci accoglie durante questa vacanza; dolci pendii, boschi, il campanile della chiesetta di San Rocco che spicca nella piana di un verde intenso, complice la temperatura mai esagerata e le piogge che hanno reso più nitido il paesaggio.

Un paio di giorni per ambientarsi e la mappa fornita dall’Ufficio turistico è ciò che serve, scopriamo una miriade di passeggiate a km zero e tanti itinerari inconsueti.

Tra le prime passeggiate è d’obbligo la visita al caratteristico borgo arroccato di Castello Tesino, la cui denominazione deriva dal latino “Castellum Taxinum”.

Era una delle guarnigioni romane che presidiavano i punti strategici della via Claudia Augusta Altinate fatta costruire dall’imperatore Druso e completata dal figlio Claudio, collegava l’Adriatico con il nord Europa, passando appunto per il Tesino, dato che la Valsugana era impraticabile.

Circa due ore per raggiungere le cinque chiese con un suggestivo percorso ad anello, alcune costruite sulle alture circostanti, campanili di varie epoche che svettano e segnano con i loro rintocchi il trascorrere del tempo.

Chiesa parrocchiale di San Giorgio, chiesa della Madonna delle Grazie conosciuta come “La Torricella”, chiesa di San Rocco, chiesa della Madonna di Caravaggio, chiesa di Sant’Ippolito e Cassiano (denominata San Polo).

Quest’ultima considerata uno dei gioielli dell’arco alpino si può visitare con la guida anche in notturna, massimo 20 persone ed è obbligatoria la mascherina.

Optiamo per la visita pomeridiana, un punto di osservazione privilegiato e panoramico sull’intera vallata, la guida Walter Zotta apre il portone e fa entrare il piccolo gruppo di visitatori.

Non ci sono banchi all’interno della chiesa, ma grandi affreschi coprono interamente le pareti fino al soffitto in legno del ‘700, l’abside è rivolto ad est per accogliere l’energia vitale del sole che illumina l’altare posizionato in centro.

E’ stata rilevata anche una vena d’acqua che si incrocia proprio sotto l’altare; dettagli di misteriose conoscenze astro-fisiche che incuriosiscono i turisti.

Nell’abside l’affresco del Cristo Pantocratore dentro la mandorla iridata attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti, sull’arco di trionfo rimane l’Arcangelo Gabriele.

In alto campeggia l’Ultima cena con la raffigurazione dei committenti ai lati, mentre sullo sgabello traballante siede Giuda Iscariota, un insetto che rappresenta il diavolo esce dalla sua bocca.

La tavola ricca di calici e bicchieri mezzi pieni di vino rosso e bianco è un invito alla mensa rivolto ai pellegrini, che entravano dalla porticina laterale per pregare. Sulla tovaglia bianca dipinta con prospettiva sbagliata, trovano posto l’agnello divino, pesci e pane.

E’ tutto un susseguirsi di affreschi con i Santi, la Madonna con Gesù Bambino e Angeli, la Trinità e nella parete di fronte il racconto a fumetti in 12 scene del famoso “Miracolo dell’Impiccato” ad opera di San Giacomo apostolo titolare del santuario di Compostela.

Colori intensi che ci ricordano gli affreschi dei Baschenis, in realtà l’autore è Giovanni di Francia, la cui famiglia emigrata in Francia proveniva dal Feltrino, il pittore realizzò le opere nel 1438-1439.

La chiesetta fu costruita nel 1436 sui resti della Castrum Romana per iniziativa del notaio Donato Pelloso, che nonostante la scomunica del papa contrario all’opera, impose la sua volontà ben vista dagli abitanti.

Ma verso la metà del ‘600 il Vescovo di Feltre ordinò di intonacare completamente con calce le pareti della chiesetta (forse come antidoto alla peste o per impedire la mancanza di attenzione alle prediche durante la messa), per alcuni secoli le bellezze artistiche della chiesa rimasero nell’ombra e forse fu un bene.

Soltanto nel 1927 casualmente uno studente di medicina castellazzo scoprì del colore sotto la calce, fu l’inizio di una grande opera di restauro da parte della Provincia di Trento che riportò alla luce gli affreschi, in parte andati distrutti in seguito all’apertura di nuove finestre.

All’esterno, quasi cancellato un affresco di San Cristoforo e l’antico campanile.

Nel pregevole libro “Racconti di Casteltesino” Ermanno Pasqualini approfondisce gli aspetti storici e culturali del suo paese natìo, una scrittura incisiva e piacevole rivelatrice di una personalità eclettica.

Arte anche a Palazzo Gallo sede del Centro di documentazione del Lavoro nei Boschi, con visita guidata al Museo del legno e Museo d’arte moderna di scultura lignea. Unica esposizione di arte contemporanea dedicata alla scultura del legno in Trentino e una tra le rare in Italia.

Nelle sue sale è possibile visitare la mostra permanente degli attrezzi che si usavano un tempo nei boschi, si tratta di una collezione preziosa e originale.

In questo caso massimo 10 persone e mascherina obbligatoria.

Anche l’aspetto naturalistico ed ambientale lascia stupito l’escursionista che a due km da Castello Tesino può raggiungere il parco “la Cascatella” (836 m.) dopo alcuni tornanti che scendono in un ampio avvallamento, luogo ideale per rinfrancarsi dalla calura estiva.

Il sentiero sterrato continua pianeggiante tra i boschi verso località Coronini (circa 3 km dalla cascata), quindi prosegue in salita superando caratteristiche rocce stratificate e capitelli.

Nella frazione ormai spopolata appare un gruppo di case diroccate e la cappella ottagonale edificata da un privato nel 1876 dedicata alla Madonna del Sacro Cuore di Gesù.

Durante l’estate un abitante vive a Coronini nella casa dei genitori, utilizzando acqua piovana e corrente elettrica che proviene dal Veneto. Per fare la spesa percorre a piedi il sentiero che in un’ora e mezza lo conduce al paese. Il piccolo orto e un po’ di legna per scaldarsi nelle fresche serate, una scelta di vita spartana e in solitudine.

Nelle vicinanze è presente il ponte romano sul torrente Guernana e le Grotte, si ritiene infatti che la via Claudia Augusta Altinate passasse proprio in corrispondenza di Coronini.

Immancabile l’escursione all’altopiano di Celado (circa 1200 m.) con le sue vaste praterie, comode passeggiate intervallate da masi e capitelli, punti ristoro all’aperto allietano la vista e il gusto.

La strada prosegue per l’Osservatorio astronomico, dove su prenotazione e in piccoli gruppi è possibile partecipare ad eventi.

Per coloro che sono interessati ad escursioni in alta quota il passo del Brocon con il Trodo dei fiori è una tappa d’obbligo oppure la val Malene che introduce alle cime del Lagorai con Cima d’Asta partendo da Malga Sorgazza.

Ma questo è un altro capitolo della vacanza a Castello Tesino, altre importanti mete nei paesi vicini di Pieve Tesino e Cinte Tesino ci aspettano…    

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